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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».” Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio 12ª Domenica Del Tempo Ordinario (C)

La professione di fede di Pietro

“E voi, chi dite che io sia?”
Luca 9,18-24

 

1. ORAZIONE INIZIALE
O Spirito Santo, sei tu che unisci la mia anima a Dio: muovila con ardenti desideri e accendila con il Fuoco del tuo amore. Quanto sei buono con me, o Spirito Santo di Dio: sii per sempre lodato e benedetto per il grande amore che effondi su di me! Dio mio e mio Creatore è mai possibile che vi sia qualcuno che non ti ami? Per tanto tempo non ti ho amato! Perdonami, Signore.

O Spirito Santo, concedi all'anima mia di essere tutta di Dio e di servirlo senza alcun interesse personale, ma solo perché è Padre mio e mi ama. Mio Dio e mio tutto, c'è forse qualche altra cosa che io possa desiderare? Tu solo mi basti. Amen.(Santa Teresa di Gesù)

 

2. LETTURA

a) Chiave di lettura

Il brano di oggi riprende il tema su chi è Gesù. La domanda è stata già posta da Giovanni Battista e da Erode. Giovanni chiede a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” (Lc 7,19). Erode afferma e chiede: “Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?” (Lc 9,9). Nel vangelo di oggi è Gesù stesso che chiede cosa pensa la gente di lui, qual è l’opinione pubblica e quella degli apostoli. Pietro dichiara: “Tu sei il Cristo di Dio.” Immediatamente dopo, troviamo il primo annuncio della passione, della morte e della risurrezione di Gesù.

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura

Lc 9,18: La domanda di Gesù dopo la preghiera

Lc 9,19: L’opinione del popolo su Gesù

Lc 9,20: La domanda di Gesù ai discepoli

Lc 9,21: La proibizione di rivelare che Gesù è il Cristo di Dio

Lc 9,22: Il primo annuncio della passione

Lc 9,23-24: La sequela di Gesù

 

c) Il testo: Luca 9, 18-24

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».

Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

 

3. MOMENTO DI SILENZIO ORANTE

Perché la Parola di Dio possa entrare in noi e illuminare la nostra vita.

 

4. ALCUNE DOMANDE

Per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

- Tutti crediamo in Gesù. Ma c’è chi lo capisce in un modo e chi in un altro. Qual è oggi il Gesù più comune nel modo di pensare della gente?

- La propaganda, come interferisce nel mio modo di vedere Gesù? Cosa faccio per non cadere nel giro della propaganda?

- Cosa ci impedisce oggi di riconoscere e di assumere il progetto di Gesù?

- Tutti aspettavano il messia, ognuno a modo suo. Qual è il messia che io aspetto e che la gente di oggi aspetta?

- La condizione per seguire Gesù è la croce. Come reagisco davanti alle croci della vita?

 

5. PER COLORO CHE VOGLIONO APPROFONDIRE IL TESTO

a) Commento del testo

Lc 9,18: La domanda di Gesù dopo la preghiera

“Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: “Le folle, chi dicono che io sia?”. Nel vangelo di Luca, in diverse occasioni importanti e decisive, Gesù è presentato in preghiera: nel battesimo, quando assume la sua missione (Lc 3,21); nei 40 giorni nel deserto, quando vince le tentazioni del diavolo alla luce della Parola di Dio (Lc 4,1-13); la notte prima di scegliere i dodici apostoli (Lc 6,12); nella trasfigurazione, quando con Mosè ed Elia conversa sulla passione a Gerusalemme (Lc 9,29); nell’orto, quando affronta l’agonia (Lc 22,39-46); sulla croce, quando chiede perdono per il soldato (Lc 23,34) e consegna lo spirito a Dio (Lc 23,46).

Lc 9,19: L’opinione del popolo su Gesù

“Essi risposero: "Giovanni Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto". Come Erode, molti pensavano che Giovanni Battista fosse risorto in Gesù. Era credenza comune che il profeta Elia dovesse ritornare (Mt 17,10-13; Mc 9,11-12; Ml 3,23-24; Sir 48,10). E tutti alimentavano la speranza della venuta del profeta promesso da Mosè (Dt 18,15). Risposte insufficienti.

Lc 9,20: La domanda di Gesù ai discepoli

Dopo aver ascoltato le opinioni degli altri, Gesù chiede: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Pietro rispose: “Il Cristo di Dio”! Pietro riconosce che Gesù è colui che la gente sta aspettando e che viene a realizzare le promesse. Luca omette la reazione di Pietro che cerca di dissuadere Gesù dal seguire il cammino della croce ed omette anche la dura critica di Gesù a Pietro (Mc 8,32-33; Mt 16,22-23).

Lc 9,21: La proibizione di rivelare che Gesù è il Cristo di Dio

“Gesù ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno”. A loro fu proibito di rivelare alla gente che Gesù è il Cristo, cioè il Messia di Dio. Perché Gesù lo proibì? In quel tempo tutti aspettavano la venuta del Cristo, del Messia, ma ognuno di loro a modo suo: alcuni aspettavano un re, altri un sacerdote, altri un dottore, un guerriero, un giudice, o un profeta! Nessuno sembrava aspettare il messia servo, annunciato da Isaia (Is 42,1-9; 52,13-53,12). Chi insiste nel mantenere l’idea di Pietro, cioè del Messia glorioso senza la croce, non capisce nulla e non giungerà mai ad assumere l’atteggiamento del vero discepolo. Continuerà a camminare nel buio, come Pietro, scambiando la gente per alberi (cfr. Mc 8,24). Perché senza la croce è impossibile capire chi è Gesù e cosa significa seguire Gesù. Per questo, Gesù insiste di nuovo sulla croce e più avanti fa il secondo annuncio della sua passione, morte e risurrezione.

Lc 9,22: Il primo annuncio della passione

Gesù comincia a insegnare che lui è il Messia Servo e afferma che, come il Messia Servo annunciato da Isaia, presto sarà messo a morte nello svolgimento della sua missione di giustizia (Is 49,4-9; 53,1-12). Luca è solito seguire il vangelo di Marco, ma qui omette la reazione di Pietro che sconsigliava Gesù di pensare al Messia sofferente e omette anche la dura risposta: “Va’ dietro a me, Satana! Perché non pensi secondo Dio, ma secondo degli uomini!”. Satana è una parola ebraica che significa accusatore, colui che allontana gli altri dal cammino di Dio. Gesù non permette che Pietro si allontani dalla sua missione. E Gesù aggiunge: "Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno".

Lc 9,23-24: La sequela di Gesù

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà». La comprensione piena della sequela di Gesù non si ottiene mediante l’istruzione teorica, ma mediante l’impegno pratico, camminando con lui lungo il cammino del servizio, dalla Galilea fino a Gerusalemme. Il cammino della sequela è il cammino del dono di sé, dell’abbandono, del servizio, della disponibilità, dell’accettazione del conflitto, sapendo che ci sarà risurrezione. La croce non è un incidente di percorso, fa parte di questo cammino. Perché in un mondo organizzato su principi egoistici, l’amore e il servizio possono esistere solo crocifissi! Chi fa della sua vita un servizio agli altri, scomoda coloro che vivono afferrati ai privilegi, e soffre.

 

c) Ampliando l’informazione

Condizioni per seguire Gesù

Gesù tira conclusioni valide fino al giorno d’oggi: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. In quel tempo la croce era la pena di morte che l’impero romano imponeva ai criminali emarginati. Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l’ingiustizia. Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati: “Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14). La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell’impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle. A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c’è prova d’amore più grande che dare la vita per il fratello.

 

6. ORAZIONE – Salmo 1

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,

non resta nella via dei peccatori

e non siede in compagnia degli arroganti,

ma nella legge del Signore trova la sua gioia,

la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,

che dà frutto a suo tempo:

le sue foglie non appassiscono

e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,

ma come pula che il vento disperde;

perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio

né i peccatori nell’assemblea dei giusti,

poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,

mentre la via dei malvagi va in rovina.

 

7. ORAZIONE FINALE

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa’ che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la tua Parola ci ha fatto vedere. Fa’ che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.