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"La Lectio Divina è una fonte genuina della spiritualità cristiana, e ad essa ci invita la nostra Regola. La pratichiamo, quindi, ogni giorno, per acquistarne un soave e vivissimo affetto e allo scopo d’imparare la sovreminente scienza di Gesù Cristo. In tal modo metteremo in pratica il comando dell’Apostolo Paolo, riportato nella Regola: «La spada dello spirito, che è la Parola di Dio, abiti in abbondanza nella vostra bocca e nei vostri cuori, e tutte le cose che dovete fare, fatele nel nome del Signore».”

Costituzioni Carmelitane (n. 82)

Lectio Divina: 11ª Domenica del tempo ordinario (C)

Gesù accoglie e difende la donna con il profumo
Fiducia dei poveri nella persona di Gesù 
Luca 7,36 a 8,3

 

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione. 



Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

 

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Il testo del Vangelo di questa domenica ci presenta due episodi legati tra di loro. Il primo è un episodio pieno di emozione. Una donna considerata peccatrice nella città ha il coraggio di entrare nella casa di Simone, un fariseo, durante il pranzo, per incontrare Gesù, lavargli i piedi e coprirli di baci e profumo. Il secondo è la descrizione della comunità di Gesù, in cui partecipano discepole e discepoli. 

Quando leggi il testo immagina di essere nella casa del fariseo, durante il pranzo, ed osserva con molta attenzione gli atteggiamenti, i gesti e le parole delle persone: della donna, di Gesù e dei farisei. Rileggi anche attentamente la breve informazione di Luca nei riguardi della comunità che si formò attorno a Gesù e cerca di esaminare bene le parole usate per indicare la partecipazione sia degli uomini che delle donne che seguono Gesù.

c) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Luca 7,36-38: Una donna lava i piedi di Gesù a casa di un Fariseo
Luca 7,39-40: La reazione del fariseo e la risposta di Gesù
Luca 7,41-43: La parabola dei due debitori e la risposta del Fariseo
Luca 7,44-47: Gesù applica la parabola e difende la ragazza
Luca 7,48-50: L’amore fa nascere il perdono, il perdono fa crescere l’amore
Luca 8,1-3: I discepoli e le discepole della comunità di Gesù

c) Testo:

36Uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. 37Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; 38e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
39A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». 40Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, dì pure». 41«Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta.42Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». 43Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». 44E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. 45Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.46Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. 47Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». 48Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». 49Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?». 50Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; và in pace!».
1In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. 2C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,3Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

 

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

 

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual è il punto del testo che più ti ha colpito? Perché? 
b) Osservare l’atteggiamento della donna: cosa fa e come lo fa?
c) Osservare l’atteggiamento del fariseo con Gesù e con la donna: cosa fa e cosa dice? 
d) Osservare l’atteggiamento di Gesù con la donna: cosa fa e cosa dice?
e) La donna non avrebbe fatto ciò che fece se non avesse avuto l’assoluta certezza di essere accolta da Gesù. Sarà che gli emarginati di oggi hanno la stessa certezza rispetto a noi cristiani? f) L’amore ed il perdono. Quali sono le donne che seguono Gesù? Qual è il legame tra loro? 
g) La comunità di Gesù. Quali sono le donne che seguono Gesù? Cosa fanno?

 

5. Per coloro che volessero approfondire maggiormente il tema

a) Contesto letterario e storico del testo:

Nel capitolo 7 del suo Vangelo, Luca descrive le cose nuove e sorprendente che sorgono tra il popolo a partire dall’annuncio che Gesù fa del Regno di Dio. A Cafarnao, elogia la fede dello straniero: “Io vi dico che neanche in Israele ho incontrato una fede così grande! (Lc 7,1-10). A Naim risuscita il figlio di una vedova (Lc 7,11-17). Il modo di Gesù di annunciare il Regno sorprende molto i fratelli giudei, che perfino Giovanni Battista rimane sorpreso e manda a chiedere: “Sei tu colui che viene, o dobbiamo aspettare unaltro?” (Lc 7,18-30). Gesù critica l’incoerenza dei suoi anfitrioni: "Sono simili ai bambini che non sanno ciò che vogliono!" (cfr. Lc 7,31-35). Ed ora alla fine del capitolo, qui nel nostro testo (Lc 7,36 a 8,3), un’altra novità della Buona Novella del Regno comincia ad spuntare ed a sorprendere. L’atteggiamento di Gesù verso le donne.
All’epoca del Nuovo Testamento, in Palestina, la donna viveva emarginata. Non partecipava nella sinagoga, non poteva testimoniare nella vita pubblica. Fin dal tempo di Esdra (Sec IV aC), la resistenza non faceva che crescere, come vediamo nella storia di Giuditta, Ester, Ruth, Noemi, Susanna, di Sulamita e di molte altre. Questa resistenza delle donne trovò eco ed accoglienza in Gesù. Nell’episodio della donna del profumo (Lc 7,36-50) appaiono sia l’anticonformismo e la resistenza delle donne, sia l’accoglienza di Gesù verso di loro. Nella descrizione della comunità che nasce e cresce attorno a Gesù (Lc 8,1-3), vediamo uomini e donne riuniti attorno a Gesù, in parità di condizioni, come discepoli e discepole.

b) Commento del testo:

Luca 7,36-38: Una donna lava i piedi di Gesù in casa di un Fariseo
Tre persone totalmente diverse si incontrano: Gesù, un fariseo ed una donna di cui si diceva che era peccatrice. Gesù si trova nella casa di Simone, un fariseo che lo aveva invitato a mangiare a casa sua. Una donna entra, si inginocchia ai piedi di Gesù, comincia a piangere, bagna con le sue lacrime i piedi di Gesù, si scoglie i capelli per asciugare i piedi di Gesù, li bacia e li unge con profumo. Era un gesto di indipendenza quello di sciogliersi i capelli in pubblico. Questa è la situazione che si crea e che causa il dibattito che segue.

Luca 7,39-40: La risposta dei farisei e la risposta di Gesù
Gesù non si tira indietro, non sgrida la donna, bensì accoglie il suo gesto. Accoglie una persona che, secondo i giudei osservanti dell’epoca, non poteva essere accolta. Il fariseo, osservando la scena, critica Gesù e condanna la donna: "Se questo uomo fosse un profeta saprebbe che tipo di donna è questa, una peccatrice!" Gesù si serve di una parabola per rispondere alla provocazione del fariseo. Una parabola che aiuterà il fariseo e tutti noi a percepire l’appello invisibile dell’amore di Dio che si rivela nell’episodio.

Luca 7,41-43: La parabola dei due debitori e la risposta del fariseo 
La storia della parabola dice quanto segue. Un creditore aveva due debitori. Uno gli doveva 500 denari ed un altro 50. Un denaro era il salario di una giornata. Il salario di cinquecento giorni! Nessuno dei due aveva con ché pagare. Tutti e due sono stati perdonati. Quale dei due lo amerà di più? Risposta del fariseo: "Lo amerà di più colui a cui ha condonato di più!" La parabola suppone che, prima, i due, sia il fariseo come pure la donna, abbiano ricevuto qualche favore da parte di Gesù. Ed ora, nell’atteggiamento che assumono dinanzi a Gesù, i due mostrano come apprezzano il favore ricevuto. Il fariseo mostra il suo amore, la sua gratitudine, invitando Gesù a mangiare a casa sua. La donna mostra il suo amore, la sua gratitudine con lacrime, con baci e con il profumo. Quale dei due gesti rivela maggior amore: mangiare o i baci ed il profumo? La misura dell’amore dipende forse dalla misura del regalo?

Luca 7,44-47: Gesù applica la parabola e difende la donna
Dopo aver ricevuto la risposta corretta dal fariseo, Gesù applica la situazione creatasi con l’entrata della donna a metà del pranzo. Lui difende la donna peccatrice contro la critica del giudeo praticante. Ciò che Gesù ripete al fariseo di tutti i tempi è questo: "Colui a cui fu perdonato poco, mostra poco amore!" La sicurezza personale cheio, fariseo, mi creo per la mia osservanza delle leggi di Dio e della Chiesa, molte volte, mi impedisce di sperimentare la gratuità dell’amore di Dio che perdona. Ciò che importa non è l’osservanza della legge in sé, bensì l’amore con cui osservo la legge. Usando i simboli dell’amore della donna peccatrice, Gesù risponde al fariseo che si considerava giusto: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». É come se dicesse: "Simone, malgrado tutto il banchetto che mi offri, tu hai poco amore!" Perché? Il profeta Geremia aveva già detto che nel futuro, nella nuova alleanza, “non dovranno più istruirsi gli uni gli altri dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”. (Gr 31,34). É la consapevolezza di essere perdonati gratuitamente che fa sperimentare l’amore di Dio. Il fariseo, chiamando la donna “peccatrice”, si considera uomo giusto, osservante e praticante. Come il fariseo dell’altra parabola che diceva: “O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano!” (Lc 18,11). Simone deve aver pensato: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come questa donna peccatrice!” Ma chi ritornò giustificato a casa sua non fu il fariseo, bensì il pubblicano che aveva detto: “Abbi pietà di me peccatore!” (Lc 18,14). I farisei da sempre si considerano senza peccato, perché in tutto osservano la legge di Dio, vanno a Messa, pregano, danno l’elemosina, pagano le tasse. Mettono la loro sicurezza in ciò che fanno per Dio, e non nell’amore e nel perdono di Dio per loro. Per questo, Simone, il fariseo, non può sperimentare la gratuità dell’amore di Dio.

Luca 7,48-50: L’amore fa nascere il perdono, il perdono fa crescere l’amore
Gesù dichiara alla donna: "I tuoi peccati ti sono perdonati." Allora gli invitati cominciano a pensare: "Chi è costui che perdona perfino i peccati?" Ma Gesù dice alla donna: "La tua fede ti ha salvato. Va e non peccare più!" Qui appare la novità dell’atteggiamento di Gesù. Lui non condanna, bensì accoglie. Ed è la fede che accoglie la donna a ricomporsi ed a incontrasi con se stessa e con Dio. Nel rapporto con Gesù, irrompe in lei una forza nuova che la fa rinascere. Sorge in noi una domanda importante. La donna, peccatrice nella città, avrebbe fatto ciò che fece se non avesse avuto la certezza assoluta di essere accolta da Gesù? Ciò significa che per i poveri della Galilea di quell’epoca, Gesù era una persona di assoluta fiducia! “Possiamo aver fiducia in lui. Lui ci accoglie!” Sarà che oggi i marginati possono avere questa stessa certezza rispetto a noi cristiani?

Luca 8,1-3: I discepoli e le discepole della comunità di Gesù
Gesù si recava nei villaggi e nelle città della Galilea, annunciando la Buona Novella del Regno di Dio ed i dodici erano con lui. L’espressione “seguire Gesù” indica la condizione del discepolo che segue il Maestro cercando di imitare il suo esempio e partecipando al suo destino. E’ sorprendente che accanto agli uomini ci siano anche donne che “seguono Gesù”. Luca colloca i discepoli e le discepole sullo stesso piano. Delle donne dice inoltre che loroservono Gesù con i loro beni. Luca conserva anche i nomi di alcune di queste discepole: Maria Maddalena, nata nella città di Magdala. Era stata liberata di sette demoni. Giovanna, moglie di Cuza, procuratore di Erode Antipa, che era governatore della Galilea.Susanna e diverse altre.

c) Ampliando le informazioni:

i) Il Vangelo di Luca fu considerato sempre il Vangelo delle donne. Infatti Luca è colui che riporta il maggior numero di episodi in cui si mostra il rapporto di Gesù con le donne. Pero la novità, la Buona Novella di Dio per le donne, non sta nelle abbondanti citazioni della loro presenza attorno a Gesù, bensì nell’atteggiamento di Gesù verso di loro. Gesù le tocca, e si lascia toccare da loro, senza paura di essere contaminato (Lc 7,39; 8,44-45.54). la differenza con i maestri dell’epoca è che Gesù accetta le donne come seguaci e discepole (Lc 8,2-3; 10,39). La forza liberatrice di Dio, che agisce in Gesù, fa sì che la donna si alzi ed assuma la sua dignità (Lc 13,13). Gesù è sensibile alla sofferenza della vedova e solidarizza con il suo dolore (Lc 7,13). Il lavoro della donna che prepara il cibo è visto da Gesù come segno del Regno (Lc 13,20-21). La vedova tenace che lotta per i suoi diritti viene posta quale modello di preghiera (Lc 18,1-8), e la vedova povera che condivide i suoi pochi beni con gli altri è modello di dono e di dedizione (Lc 21,1-4). In un’epoca in cui la testimonianza delle donne non era considerata valida, Gesù sceglie le donne quali testimoni della sua morte (Lc 23,49), della sua sepoltura (Lc 23,55-56) e risurrezione (Lc 24,1-11.22-24).

ii) Nei vangeli si conservano diverse liste con i nomi dei dodici discepoli che seguivano Gesù. Non sempre sono gli stessi nomi, ma sono sempre dodici, evocando così le dodici tribù del nuovo popolo di Dio. C’erano anche donne che seguirono Gesù, dalla Galilea a Gerusalemme. Il vangelo di Marco definisce il loro atteggiamento con tre parole, tre verbi: seguire, servire, salire fino a Gerusalemme (Mc 15,41). Gli evangelisti non riuscirono ad elaborare un elenco delle discepole che seguivano Gesù, ma i loro nomi sono fino ad oggi disseminati nelle pagine dei vangeli, soprattutto in quello di Luca, e sono questi: Maria Maddalena (Lc 8,3; 24,10); Giovanna, moglie di Cuza (Lc 8,3); Susanna (Lc 8,3); Salomè (Mc 15,45); Maria, madre di Giacomo (Lc 24,10); Maria, moglie di Cleofe (Gv 19,25); Maria, madre di Gesù (Gv 19,25).

 

6. Preghiera: Inno all’Amore (1 Cor 13,1-13)

Al di sopra di tutto, l’amore!

1Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
2E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
3E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
4La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. 7Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. 12Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
13Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

 

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.