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Il compito della santità

Il cammino della santità è stato reso possibile da un dono gratuito e indeducibile da ogni nostra attesa: l’incontro con Cristo e la compagnia salvifica che Egli ha fatto alla nostra vita.

Esso è dunque un cammino che si può sviluppare solo come affezione personale a Cristo e senso costante della sua Presenza.

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Il dono della santità

1.    In tutte le religioni, il termine «Santo» indica Dio stesso, considerato nella sua «totale diversità» rispetto ad ogni creatura.
Esso esprime dunque la Sua assoluta Trascendenza, la Sua increata Maestà, la sua Inaccessibilità, il peso schiacciante della Sua Gloria, la Sua somma Perfezione, la Sua irresistibile Potenza.

Lettera circolare dei Superiori Generali

Lettera circolare dei Superiori Generali
Fr. Fernando Millán Romeral, O.Carm., e Fr. Saverio Cannistrà, O.C.D.,

in occasione della chiusura del IV centenario della morte del P. Girolamo Gracián della Madre di Dio (1614-2014)
«IL SIGNORE GUARDA I PASSI DEI SUOI AMICI» (1 Sam 2,9)

 

Girolamo Gracián, un uomo in cammino...

Cari fratelli e sorelle,

1. in questi ultimi anni stiamo celebrando alcuni centenari importanti per la vita della nostra famiglia carmelitana. Ricorrenze

Messaggio per l’anno della vita consacrata

 L’anno della Vita Consacrata, cominciato ormai da alcuni mesi, è anche per noi carmelitani un’occasione per tornare a riflettere su alcuni aspetti fondamentali della nostra vita e del nostro carisma. Per questa occasione noi, superiori generali dei Carmelitani, P. Fernando Millán Romeral e dei Carmelitani Scalzi,

Dio viene nel silenzio

Il silenzio

Ammettiamolo senza paure: nella nostra vita quotidiana è quasi impossibile vivere anche un’ora sola nel silenzio. Dalla mattina alla sera siamo continuamente circondati da mezzi di comunicazione, che non ci lasciano mai soli. In casa la televisione, la radio e il computer accesi ci fanno compagnia dal mattino presto a notte fonda. In viaggio le cose non vanno meglio. Ormai non si può più aspettare  il treno con la silenziosa compagnia di un giornale o di un libro perché lungo le pensiline dei binari sono stati installati giganteschi monitor che diffondono in maniera ossessivamente ripetitiva messaggi pubblicitari e anticipazioni di film di prossima uscita.

La Regola Carmelitana alla luce dell’ecclesiologia del Concilio Vaticano II

Quella semplice lettera scritta dal Patriarca di Gerusalemme Alberto agli eremiti del Monte Carmelo, contenente la “formula di vita” che più tardi sarà approvata definitivamente come Regola di un Ordine Mendicante da papa Innocenzo IV (1247), per la sua ispirazione biblica possiede dei valori e ricchezze

Dio vuole che si rinnovi la sua sposa Chiesa

 “Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Gv 14,23). Chi consente a Dio di abitare nella sua vita e ne fa permanente esperienza, si ritrova come sequestrato, intrappolato da un Amore che lo pone in cammino e lo proietta oltre il limite. Egli sperimenta il dono, la gratuità di un abbraccio, e la sua vita é tesa a farsi epifania, trasparenza storica di questo abbraccio.

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Come Carmelitani, viviamo in ossequio di Gesù Cristo e lo serviamo fedelmente con cuore puro e retta coscienza, impegnandoci nella ricerca del volto del Dio vivente (dimensione contemplativa della vita), nella preghiera, nella fraternità e nel servizio (diakonia) in mezzo al popolo, sotto la protezione e la guida della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo che onoriamo come Madre e Sorella. Questi tre elementi fondamentali del carisma non sono valori separati o senza connessione, bensì strettamente legati l'uno all'altro.