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Riflessione

Infinita Solitudine…

Amedeo Guerriere

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Mio Dio, te ne stai lì, impotente. Ti sei rialzato da terra, ma i tuoi piedi rifiutano di servirti, ora che le tue spalle devono di nuovo portare il peso enorme della croce. Tremante e agitato te ne stai in piedi, la croce fa da supporto impedendoti di cadere, ma quando devi sollevarla da terra per portarla avanti, barcolli e minacci di crollare di nuovo.

Spiritualita’ Della Croce…

Amedeo Guerriere ocds

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Essere figli di Dio significa procedere mano nella mano con Dio, fare la volontà del Padre, non la propria, riporre nelle mani di Dio tutti gli affanni e tutte le speranze, non preoccuparsi più di sé e del proprio futuro. Ecco su che riposano la libertà e la letizia dei figli di Dio. Quanti pochi sono, anche tra gli uomini di autentica pietà, anche tra quelli che si sanno sacrificare eroicamente, coloro che le possiedono!

Messaggio del Papa per la Quaresima 2012

di Papa Benedetto XVI

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«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb 10,24)

Fratelli e sorelle,

la Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l'aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E' un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale.

Gesù ci dona se stesso con l'Eucarestia

di Sr Maria Elvira

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Con gli occhi della fede, vediamo i Discepoli impegnati a preparare la Pasqua secondo il rituale ebraico, come richiesto dal Maestro. Ma durante questa Pasqua avverrà qualcosa di particolare: nel bel mezzo della festa, infatti, Gesù compirà qualcosa che lascerà gli apostoli alquanto sconcertati: il Maestro si cinge con un asciugatoio e lava i piedi. Una scena che resterà impressa nei loro occhi e nel loro cuore.
 
Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli
[Caterina Livi Monastryski]
Pietro, l’ardito, pone resistenza. Ma Gesù gli fa capire che se non si fa lavare i piedi non avrà parte con Lui. Allora Pietro esagera, vuole farsi lavare tutto! Questo è il "mandato" che d’ora in poi si compirà il Giovedì Santo nella Chiesa. L’insegnamento di Gesù è chiaro: "Voi dovete fare ciò che io, il Maestro, ho fatto".
Cosa leggiamo nel rito - di alta valenza spirituale - che Gesù compie? Niente altro che il suo annientamento sulla croce e il servizio di amore verso tutta l’umanità. Servizio di amore, di perdono, servizio umile ai fratelli per condurli a salvezza, anche a costo della vita. Sì, come Gesù dobbiamo esser pronti a dare la vita per i fratelli.
Noi però, carissimi, quando ci troviamo davanti a Gesù nel rito del Giovedì Santo non solo non vorremmo farci lavare i piedi ma nemmeno vorremmo lavarli. Quanto ci costa essere umili! Quanta ripugnanza sentiamo!
Il perdono ci è molto facile a parole, ma quanto difficile concederlo dal profondo del cuore come fa Gesù ogni volta con noi, quando riconosciamo le nostre colpe, vogliamo riconciliarci con Lui. Come ci costa amare senza misura, incondizionatamente! Ma che cristiani siamo? Se non scende su di noi lo Spirito, tutto passa senza lasciare dentro di noi una vera traccia, un desiderio di dono di noi stessi ai fratelli.
Nel Giovedì Santo si commemora l’istituzione del sacerdozio e dell’Eucaristia. Guardiamoci dentro cercando di scoprire quali sono i sentimenti che animano, che fanno palpitare il nostro cuore.
Papa Benedetto XVI ci fa riflettere sull’amore-carità attraverso la sua prima enciclica, questo perché prendiamo coscienza che dobbiamo aiutare disinteressatamente i sacerdoti, per il Sacrificio della Messa e perché esercitino bene la potestà di rimettere i peccati. Preghiamo Gesù perché doni alla Sua Chiesa sacerdoti secondo il Suo cuore, per essere sempre più per il popolo santo di Dio. La loro fedeltà e testimonianza siano sincere e forti. A tutti i sacerdoti la nostra profonda e orante gratitudine.
Dedichiamo spesso una parte del nostro tempo al silenzio, alla preghiera, nella riflessione del grande Mistero dell’amore di Dio per noi. Una solitudine che produce in noi l'esperienza forte, travolgente, trasformante di Dio, e ci permette di vivere quella vita nuova in Cristo di cui parla l'apostolo Paolo, in armonia con noi stessi, con i fratelli. La nostra vita proclamai la gioia, la pace, l’amore: doni che riceviamo da Gesù Risorto.

Con gli occhi della fede, vediamo i Discepoli impegnati a preparare la Pasqua secondo il rituale ebraico, come richiesto dal Maestro. Ma durante questa Pasqua avverrà qualcosa di particolare: nel bel mezzo della festa, infatti, Gesù compirà qualcosa che lascerà gli apostoli alquanto sconcertati: il Maestro si cinge con un asciugatoio e lava i piedi. Una scena che resterà impressa nei loro occhi e nel loro cuore.

PAROLA DI DIO E REGOLA DEL CARMELO P.2

di progetto di riflessione teologico spirituale
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«Comunione» e «comunità»

Scrive Paolo agli Efesini: «Vi esorto... a camminare in maniera degna della chiamata con la quale siete stati chiamati» (4,1). Da una parte, la chiamata divina che interpella i fedeli con la voce vitale rinnovatrice della grazia di Cristo; dall'altra parte, l'imperativo pratico che ne consegue: camminino i fedeli,

Parola di Dio e Regola del Carmelo

di progetto di riflessione teologico spirituale
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«La Parola di Dio dimori abbondantemente sulla vostra bocca e nel vostro cuore; e tutto quello che dovete fare, fatelo nella Parola del Signore» (c. 14). L'invito rivolto agli «eremiti» del Monte Carmelo è confermato dall'intero testo della Regola e confortato dall'esempio del Legislatore stesso.

Anno della Fede: Il "Motu propio" Porta Fidei di Papa Benedetto XVI

di Fr. Giovanni Frusteri, O.Carm.
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Domenica 16 ottobre 2011 — durante l'omelia della solenne Cappella Papale in occasione del Congresso dal tema "Nuovi evangelizzatori per la nuova evangelizzazione" organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione di recente fondazione, presieduto da S. E. Mons. Rina Fisichella — il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato l'indizione di un "Anno della Fede" per la Chiesa Universale:

Giovani e Speranze

di Floriana Grassi
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Quando oggi sentiamo parlare di "nuove povertà", dobbiamo sapere che ci si riferisce ad un fenomeno presente nella nostra società, in particolare nella nostra Italia, che trascende l'aspetto puramente economico e comprende una sfera più ampia che abbraccia tutti gli aspetti essenziali della vita: la famiglia, il lavoro, le relazioni. Le nuove povertà sono appunto quelle relazionali. Le "patologie della modernità", infatti, sono la solitudine, l'isolamento, l'esclusione sociale.

Rubrica Prima 1281

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Si può considerare il primo capitolo delle Costituzioni più antiche giunte a noi (1281), dell’Ordine dei Fratelli della B.ma Vergine Maria del Monte Carmelo, il primo abbozzo di profilo spirituale di questo gruppo religioso.

I frati, ormai divenuti religiosi mendicanti in Europa, dopo il 1238, si ponevano il problema della propria identità e del proprio “fondatore” da trasmettere ai giovani postulanti e novizi.

Costituzioni dei Frati Carmelitani - OCarm 1996

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La Regola del Carmelo, nata come Forma di vita per gli eremiti-fratelli del Carmelo, stando ai testi, ha una parte di rilievo nelle Costituzioni dei Frati Carmelitani (1996) e delle Monache Carmelitane (1990).

Essa è assunta come base del proprio itinerario spirituale ed è evocata nella strutturazione dello stile di vita, seppure con i vari adattamenti che, nei secoli, i codici legislativi hanno impresso: un carattere presbiterale-mendicante per i Carmelitani ed un taglio incisivamente cenobitico-claustrale per le Carmelitane.

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